giovedì 24 maggio 2018

Linee guida: Provare per credere


“Provare per credere” era lo slogan che concludeva la pubblicità del mobilificio Aiazzone negli anni '80 (no cari millennials, voi non ve la potete ricordare). E infatti occorre provare, vedere e toccare con mano per verificare l'esistenza delle cose, anche le più incredibili. Ecco perché allego a questo post delle linee guida proposte da un editore sulla piattaforma Melascrivi: proprio per offrire un esempio delle assurde pretese di alcuni committenti, che evidentemente vivono sulla Luna, considerando l'alta qualità del lavoro richiesto a fronte dei quattro spiccioli offerti in cambio.
Il caso (sì, perché di un “caso clinico” si tratta) riguarda un articolo a tema finanziario (almeno credo), dal titolo “Fondo perduto: cos'è e come trovarlo”. Relativamente al contenuto non si offre alcuna indicazione,  ma per quel che concerne la forma (e solo su quella) è presente una pagina e oltre di dettagliatissime istruzioni, con tanto di minaccia finale in caso di mancato rispetto delle regole. La lunghezza richiesta è di 250 parole, escluse “stopwords” (e quindi quasi il doppio), quantità equivalente a più di una cartella editoriale e mezzo. Il compenso? Due euro.
Faccio un calcolo al volo sulle possibili tempistiche necessarie per completare l'opera:
  • 5/10 minuti per leggere e comprendere le linee guida;
  • 10 minuti per una ricerca sul web (se non si è già ferrati in materia);
  • 30 minuti per scrivere l'articolo;
  • 5/10 minuti per revisione finale e verifica del rispetto delle linee guida;
  • xx minuti per eventuali correzioni richieste dal proofreader e dall'editore (che potrebbe anche rifiutare l'articolo "in tronco"). 
Totale: 60 minuti (applicandosi con attenzione e senza interruzioni). Conviene, a due euro all'ora (senza garanzia di pagamento)? Fate un po' voi...

Riporto qui di seguito le linee guida che accompagnano l'articolo, con alcuni commenti sarcastici di colore blu tra parentesi quadre (scusate, non sono proprio riuscita a trattenermi!):

Briefing:
Gentile autore, [beh, per lo meno si inizia con un saluto]
abbiamo bisogno del tuo aiuto per scrivere più testi tenico informativi per fornire ai nostri lettori una guida di fiducia da leggere e rileggere [e visto che ci siamo, da leggere ai bambini al momento della nanna...]

#1°PARTE (Fase di studio del testo)
1- Aiutami a scegliere o modificare il titolo dell’articolo in modo accattivante e sensazionalista [allora potevi rivolgerti dirittamente alla redazione di "Chi"] che incita a cliccare il link dai lettori nei motori di ricerca facendo leva sull'aspetto emozionale di chi vi accede rispettando la seo [così tu, caro editore, puoi diventare ricco, bravo]
2- RACCOGLI LE INFORMAZIONI necessarie, DOCUMENTATI DAI PRINCIPALI SITI AUTOREVOLI e cerca di creare un testo molto tecnico/informativo che sia interessante e CITA LE FONTI CONSULTATE [che dici, mio cugino è una fonte sufficientemente autorevole?]
3- STUDIA il testo ed interpreta i bisogni dell'utente e rispondi alle seguenti domande che ognuno si fa quando cerca (chi, cosa, come, perchè, quando, costo, tipologia, aspetti tecnici) [studia? C'è anche un'interrogazione come a scuola?]

#2°PARTE (strutturazione intro)
4- Scrivi una breve introduzione che si soffermi sulla parola chiave trovata nel titolo per far avere un’anteprima dell’argomento trattato
5- Soffermati tantissimo [ma proprio tanto tanto, eh!] sul tema centrale e Metti in rilievo le informazioni più interessanti / utili / accattivanti

#3°PARTE (strutturazione corpo)
6- E' importante dividere l’articolo in paragrafi brevi massimo 25/30 parole, usa brevi sottotitoli includendo le eventuali parole chiave nella maniera più naturale possibile per il SEO.
7- Fai un esempio pratico a sostegno del testo, Menzionando Personaggi pubblici o aziende conosciute e usa l'umorismo per mantenere la concentrazione sull'argomento senza essere mai scurrili a modus story telling [a modus story telling...ma che vor dì?]
8 - Lo Stile dev’essere colloquiale, semplice e tecnico e Il Tono accattivante che desta interesse alla vendita e che coinvolga tantissimo il lettore.. usa il tu 
9 - è importantissimo citare sempre la normativa di legge per rendere attendibile il testo

#4°PARTE (strutturazione fine)
10- Scrivi una breve conclusione che riporti il sunto di tutto l’articolo con dei punti di vista e dei consigli in poche righe e che contenga le parole chiavi nel modo più naturale possibile
11- lascia il lettore con una domanda alla fine dell'articolo (call to action per avere una consulenza)

#NB [questa è la parte più spettacolare, le minacce di rifiuto!]
Scarto gli articoli senza richiedere la correzione [no comment] che: 
1- non sono documentabili
2- non citano le fonti
3- non rispettano la struttura richiesta
4- non riportano esempi pratici
5- non citano la normativa di legge esaminata
6- sembrano scritti da persone in preda al panico [questa proprio non l'ho capita...]

#CONSIGLI
-- scrivi per farti capire come se dovessi spiegare le cose ad un bambino e tieni sempre presente che questo è un blog quindi non utilizzare paroloni [ma lo stile non doveva essere tecnico barra informativo con fonti e citazioni autorevoli?]
-- proponi il testo in modo ordinato e bello da vedere [sì, magari allego anche un disegnino]
-- metti a disposizione la migliora qualità che puoi offrire [la migliora?]
-- segui tutti e 11 i punti e i consigli riportati in precedenza senza superficialità, non copiare e cosa importantissima se non ti senti in grado abbandona l'articolo..[stai tranquillo, io non lo prendo neanche!]

Mi raccomando, contiamo su di te! [sì, sì, aspetta e spera]

Grazie mille [de nada, amigo!]

mercoledì 2 maggio 2018

Melascrivi: istruzioni per l'uso

Al fine di evitare equivoci, vorrei specificare la mia posizione riguardo la piattaforma di Content Marketplace di Melascrivi. Non sarebbe giusto infatti enfatizzare solo i difetti del sito, anche se come si è visto (e non sono l'unica a sostenerlo) i suoi punti a sfavore sono ben maggiori di quelli positivi.
Il vantaggio principale di Melascrivi è la puntualità dei pagamenti, effettuati ogni lunedì al raggiungimento della quota di 25 euro. Proprio in virtù di questa caratteristica, la piattaforma è utile per chi vuole arrotondare lo stipendio mensile o per gli studenti che non hanno entrate fisse. Il sistema consente di lavorare in qualsiasi momento ed in qualsiasi posto, basta essere in possesso di un collegamento ad internet.

Sconsiglio invece Melascrivi a chi ha l'ambizione di fare della scrittura una professione. In questo caso si guadagnerà di più contattando direttamente gli editori o entrando a far parte di una redazione. Ovviamente questa strategia implica due fattori:
1) bisogna essere veramente in possesso di ottime competenze redazionali: composizione, stile espositivo, conoscenza della grammatica, capacità di redigere un testo giornalistico dovranno essere superiori alla media;
2) occorre investire del tempo nella ricerca delle offerte disponibili, nella candidatura e nella cura del rapporto con gli editori.

Ritengo che l'attività di free-lance sia preferibile rispetto al lavoro con le piattaforme, specie se queste offrono un servizio non all'altezza come Melascrivi. Abbiamo già affrontato l'argomento in post precedenti, ma qui riassumo in breve le ragioni per le quali uno scrittore professionista non dovrebbe rivolgersi a questa piattaforma:
- il rapporto tra le entrate economiche e il tempo impiegato per completare i lavori è svantaggioso: si guadagna circa 3 euro all'ora;
- una volta che il testo è inviato, non si ha alcuna garanzia di pagamento se non in caso di accettazione da parte del correttore e dell'editore. Questi a volte possono rifiutare il lavoro in maniera arbitraria;
- Melascrivi non tutela gli autori in occasione di rifiuti ritenuti ingiustificati;
- per chi guadagna importi settimanali superiori ai 100 euro, la decurtazione imposta da PayPal inizia a diventare consistente e poco vantaggiosa;
- si perde ogni copyright sui lavori inviati.

Per concludere, Melascrivi può rivelarsi una fonte di (piccolo) guadagno se interpretata come piattaforma alla quale dedicare poche ore alla settimana, in modo saltuario. In questo modo, si potranno ottenere circa 50 / 100 euro al mese, delle somme comunque da non disprezzare (anche se un lavoro "vero", a parità di ore, produrrebbe entrate più consistenti).
Se l'intento è guadagnare qualcosa in più, con questo sito si andrà incontro ad una serie di equivoci, frustrazioni, umiliazioni che, a mio modo di vedere, non vengono bilanciati dal tempo e dalle energie impiegate per la scrittura degli articoli. Meglio quindi lavorare direttamente con gli editori.

sabato 21 aprile 2018

In difesa degli editori (per una volta tanto)

Nel disegno sotto il titolo di questo blog ho dipinto l'editore che collabora con Melascrivi come un porcello vestito in stile vittoriano, con tanto di frustino e tuba alla Paperon de Paperoni. Ovviamente si tratta di un'esagerazione: come ho avuto modo di scrivere in un altro post, esistono editori affabili, gentili e disponibili. Ho avuto modo di toccare direttamente con mano queste qualità lavorando direttamente con diversi committenti, molti dei quali sono dei veri gentlemen o gentlewomen. Melascrivi è quindi una mela marcia? Attira gli editori più antipatici e ingrati? Secondo me no. È il sistema della piattaforma la causa di gran parte delle incomprensioni tra autori, correttori ed editori.

Se penso alla mia esperienza di lavoro diretto con i committenti, la buona comunicazione è il fattore che ha determinato l'efficacia e l'efficienza del rapporto. Con alcuni editori comunicavo via chat, con altri via mail e telefono. Si trattava di scambi informali e rapidi, proprio come nelle conversazioni reali. Non mi ricordo di aver mai incontrato problemi a causa di equivoci o fraintendimenti, anche perché in caso di dubbi ci si metteva subito in contatto.

Con il sistema di Melascrivi gli autori sono numeri agli occhi degli editori e dei correttori. Le linee guida associate agli articoli sono a volte astruse e poco cortesi, e alcune iniziano addirittura con dei messaggi a lettere maiuscole con i quali si "minacciano" rifiuti categorici in caso di mancato rispetto delle istruzioni fornite. Malgrado ciò, non credo che i committenti siano dei mostri (o dei porcelli con la tuba e la frusta). Vogliono solo essere certi di ricevere un lavoro ben fatto, forse perché hanno ricevuto dei testi poco validi in passato e richiedono ora una maggiore attenzione. Leggendo i "brief", i commenti nelle correzioni e le ragioni del rifiuto, si ha la sensazione che siano individui antipatici, eccessivamente esigenti, insensibili, maleducati e arroganti. Eppure credo che, avendo la possibilità di interagire, la relazione tra autori ed editori possa diventare costruttiva.

Comunicando direttamente, gli scrittori potrebbero scoprire che gli editori non sono poi così rigidi, e questi potrebbero rendersi conto che gli autori si rifugiano nei cosiddetti "giri di parole" perché non dispongono di istruzioni chiare.  Il sistema di comunicazione unidirezionale ideato da Melascrivi è invece perfetto per alimentare diffidenza, incomprensioni e insoddisfazioni da ambo le parti. Va detto che un passo in avanti è stato compiuto inserendo la finestra che consente di contattare il committente per porre domande (solo in fase di elaborazione del testo). Si tratta di una buona idea che purtroppo non si è rivelata efficace: la maggior parte delle volte, le richieste rimangono senza risposta. Certo, "personalizzare" il rapporto di lavoro, trasformando i numeri in persone, costituirebbe un rischio per Melascrivi: gli editori e gli autori potrebbero stringere accordi, scoprendo che sarebbe più utile fare a meno dei servizi di intermediazione del Content Marketplace.

Io non gestisco una piattaforma come Melascrivi e non so se esista veramente una soluzione che possa permettere di salvare capra e cavoli, ossia tutelare gli autori validi ed evitare che questi vengano poi reclutati direttamente dagli editori. In teoria, se un utente volesse abbandonare Melascrivi per "mettersi in proprio", non credo che avrebbe molte difficoltà a farlo: è sufficiente investire un po' di tempo per individuare i siti che ospitano gli articoli accettati con i giudizi più alti e con i commenti più favorevoli da parte degli editori, per proporre loro una collaborazione diretta. Si verrà molto probabilmente "espulsi" da Melascrivi, ma in questo caso si tratta di una reazione logica, in quanto la piattaforma deve pur proteggersi per mezzo di deterrenti e provvedimenti sanzionatori.

Il resto mancia

Questo post potrà essere utile a chi intende iscriversi a Melascrivi, senza ancora avere le idee chiare su cosa andrà incontro. Sono molti infatti gli aspiranti autori digitali che si dirigono verso la piattaforma con l'intento di guadagnare qualche soldo o iniziare una potenziale carriera nel settore editoriale. Per ottenere maggiori informazioni su questi due punti, consiglio di leggere le FAQ presenti su questo blog (e non quelle sul sito di Melascrivi).

Come tutte le piattaforme di Content Marketplace, anche Melascrivi deve difendersi dal fenomeno del plagiarismo: sarebbe troppo facile prenotare, che so io, un articolo con il quale si deve descrivere un prodotto finanziario, fare un semplice copia-incolla da un sito web dove appare una recensione dell'oggetto in questione, inviarla e guadagnare in pochi secondi qualche euro. Agendo in questo modo, riceverete subito una notifica che vi informa che il vostro account è stato bloccato a causa dell'operazione di plagio.

Questo accade quando le parti copiate sono consistenti (intere frasi, ad esempio), mentre non si verifica quando il contenuto di un testo già esistente sul web viene rielaborato. Quando si devono riportare citazioni, si può usare il virgolettato (mi raccomando, le doppie virgolette " e non l'apostrofo usato a guisa di virgoletta, altrimenti non funziona!). Usando questo sistema, il testo verrà accettato senza alcun problema, ma le parole incluse nella citazione non verranno conteggiate (e quindi non verranno pagate).  Che fare però quando si devono inserire dati, statistiche ed elenchi che non possono essere modificati?

Diverso tempo fa, ho preso in consegna un articolo che mi chiedeva di elencare i programmi televisivi della serata. Ovviamente in questo caso non si possono effettuare parafrasi o rielaborazioni, in quanto i titoli dei film e degli show vanno riportati proprio come appaiono nella guida tv. Dopo aver inviato l'articolo, è apparso infatti il fatidico messaggio in rosso che mi accusava di plagio. Il mio account è stato quindi bloccato per alcuni giorni, e ho dovuto penare parecchio per convincere l'assistenza che non ero un'abitudinaria del copy-paste. Mi fu consigliato di virgolettare tutti i titoli, ma come capirete l'articolo è diventato chilometrico, in quanto tutto ciò che sta all'interno delle virgolette non viene conteggiato dal sistema, e per raggiungere il numero necessario di parole ho dovuto destreggiarmi con una serie di capriole retoriche a dir poco audaci.

Tutto ciò funge da premessa per introdurre un altro problema. Supponiamo che, a seguito di un plagio, il vostro account venga bloccato. Ipotizziamo anche che voi non siate più soddisfatti di Melascrivi e non abbiate più la motivazione per continuare a scrivere con la piattaforma. Si tratta di due casi che si verificano con frequenza. Ammettiamo infine che nel vostro conto ci siano ancora 15 o 20 euro, frutto di alcuni articoli precedentemente accettati. Ora, che fine fanno questi compensi virtuali? Dovete sapere che, chiudendo l'account, non li riceverete, perché non avete raggiunto la soglia di 25 euro, condizione sine-qua-non per ricevere il malloppo. Non conosco i dati reali, ma considerando la popolarità di Melascrivi e il suo trattamento scadente nei confronti degli autori, molti di questi tenderanno ad avvicinarsi alla piattaforma con molte speranze, per poi allontanarsi dopo aver accumulato delle piccole somme sul proprio account. Importi che difficilmente verranno incassati.

Conclusione: nell'esempio di cui sopra, gli autori avranno lavorato gratis. Gli editori pagheranno Melascrivi per aver procurato il lavoro, ma questa non pagherà gli scrittori, a meno che non venga un giorno raggiunta la soglia di 25 euro. Ricordate: cancellando il vostro account, non riceverete alcuna "liquidazione", per cui se volete abbandonare Melascrivi, cercate almeno di riscuotere il vostro credito.

venerdì 20 aprile 2018

Ritratto psicologico di un proofreader

Una delle ragioni che mi ha gradualmente spinto ad abbandonare la piattaforma di Melascrivi è legata allo sgradevole trattamento che ricevevo regolarmente dai correttori. Confrontandomi con altri utenti, ho scoperto che il problema non è circoscritto ad episodi isolati, ma sembra essere una spiacevole costante. Occorre dire che la responsabilità di Melascrivi, in questo caso, non è diretta, anche se a mio modo di vedere esiste pur sempre un concorso di colpe. Se i proofreader fossero meglio formati e sufficientemente pagati, la fase della correzione degli articoli sarebbe più fluida e meno conflittuale.

Nel mio lavoro di autrice cerco di garantire sempre un lavoro di qualità, ovviamente proporzionato alle mie energie e al compenso promesso. Una volta accettato un incarico, anche quelli meno pagati, cerco sempre di offrire un testo grammaticalmente e sintatticamente valido. Certo, non sono perfetta, commetto errori e non ho lo stile di un Hemingway, ma reputo le mie capacità compositive perlomeno accettabili. Per questo ho sempre avuto delle difficoltà ad accettare il rifiuto categorico da parte dei proofreader di Melascrivi (precisazione importante: qui non sto parlando del responso degli editori), specie quando questo avviene senza alcuna possibilità di correggere il testo e con motivazioni difficili da condividere e da digerire.

A volte il correttore interpreta scorrettamente il suo ruolo, ed invece di limitarsi ad evidenziare gli errori ed i refusi (che nei testi particolarmente lunghi sono inevitabili), include nel commento aspri giudizi e supposizioni senza fondamento. Un sempreverde è in questo caso il parere "evidentemente lei non conosce le regole della grammatica", o "elimini tutti i giri di parole", e anche "lei sta cercando solo di liberarsi dell'articolo". L'aspetto più difficile da sopportare è dover leggere questi commenti senza aver nessuna opportunità di replica. Il proofreader sadico questo lo sa, e approfitta della sua posizione privilegiata per mortificare (più o meno inconsciamente) gli autori. Ma qual è il motivo di tale astio?

Ho cercato di trovare delle risposte, basate sulle mie esperienze negative in merito. Alcuni correttori, (non tutti per fortuna) prendendo in consegna il proofreading di articoli a 4 stelle, potrebbero provare un sentimento di rivalsa nei confronti dei colleghi. Invece di supportarli nel processo di correzione, tenderebbero a "bocciarli", per comunicare indirettamente che il loro status è immeritato. Alcuni dimostrano superficialità (o cattiveria, quando il gesto è consapevole) nell'inviare la correzione la sera tardi, pur sapendo che l'autore ha un tempo limitato per apportare le modifiche e non potrà farlo la notte. Altri ancora prenotano la correzione di articoli lunghi, per poi rifiutarsi di indicare la posizione nel testo dei presunti errori, proprio perché questo richiederebbe troppa fatica (e ordinano all'utente di rivedere il testo - in questo caso l'autore diventa il correttore di se stesso).

Sebbene il proofreader crudele (chiamiamolo così) guadagni pochi centesimi, ho notato che a volte sviluppa una certa solidarietà con il committente (e non con i colleghi), un'inquietante quanto morbosa Sindrome di Stoccolma con la quale si parteggia per gli editori più scortesi ed esigenti e si infierisce ancor di più sul malcapitato autore. Invece di condividere le esigenze di chi scrive, lo si "punisce" per il mancato rispetto di linee guida assurde, chilometriche o contraddittorie. I correttori peggiori sono quelli che esigono un'adesione totale alle istruzioni, ma allo stesso tempo si ergono a difensori della lingua italiana, quasi fossero dei membri onorari dell'Accademia della Crusca. Questi proofreader, perdendo contatto con la realtà, non riescono a capire il contesto in cui verrà pubblicato l'articolo, né comprendono la necessità di alcuni editori di ricevere il lavoro in tempi brevi (come nel caso delle news, che non possono tollerare tempi di correzione eterni). Ricordo che una buona parte dei testi richiesti agli autori di Melascrivi andrà a popolare siti che guadagnano dai "click" e che ospitano articoli saturi di keywords a scopo SEO, tutto qui. Non stiamo parlando di website istituzionali gestiti dalle Nazioni Unite.

Il correttore sadico dirà: se l'articolo è scritto male, io ho il diritto e il dovere di rifiutarlo. Sono d'accordo, ma solo dopo aver cercato di migliorarlo. Anch'io ho esperienza di proofreading con Melascrivi e solo una volta ho rifiutato "in blocco" un lavoro, perché palesemente sgrammaticato (in effetti me ne pento tuttora, perché avrei potuto invitare l'utente a rifarlo). Mi è capitato di prendere in consegna un articolo (in italiano) che secondo me era stato scritto da uno spagnolo o sudamericano, tanto era ricco di espressioni mutuate dal linguaggio iberico. Il testo era lungo e mi ero accorta che dietro c'era una certa passione e tanta motivazione. Invece di "cassarlo" (espressione tanto cara agli editori), ho proposto diverse correzioni e si è sviluppato un lavoro di squadra che ci ha permesso di consegnare all'editore un lavoro accettabile. Abbiamo impiegato tutti e due parecchio tempo, sicuramente non proporzionale al compenso ricevuto (per me pochi cent), ma se avessi rifiutato il lavoro non avrei dormito la notte pensando alla delusione dell'autore. In più, avevo preso la responsabilità di correggerlo e dovevo portare a termine il mio compito.

Per terminare, mi sento in dovere di offrire un consiglio ai Correttori Crudeli e Sadici affetti dalla Sindrome di Stoccolma: prima di prenotare la correzione di un articolo, contate fino a dieci. Grazie.

Il cliente ha sempre ragione

L'ho detto e lo ripeto: nella piattaforma di Content Marketplace di Melascrivi l'editore è quello che paga e quindi il suo giudizio circa l'accettazione degli articoli creati dagli autori è insindacabile.
Questo significa che se avete scritto un testo da 1000 parole Melascrivi (ossia almeno 1700 reali) che vi ha richiesto uno o più giorni di impegno per la ricerca delle fonti e la stesura dell'articolo, potrete non essere remunerati per il lavoro svolto. E ciò anche a causa di un rifiuto senza possibilità di replica da parte del proofreader durante il processo di correzione. Si dirà: queste sono le regole imposte da Melascrivi, che paga gli autori, e le decisioni degli editori, che pagano Melascrivi. Gli scrittori, non pagando nessuno, non hanno nessuna voce in capitolo. Ma le cose stanno realmente così?

Probabilmente il mio punto di vista sembrerà forzato, ma secondo me nel Magico Mondo di Melascrivi sono gli autori che pagano la piattaforma, e non viceversa. Se un autore lavorasse in modo autonomo con l'editore, riceverebbe un compenso diretto (supponiamo, 4 euro per un articolo). Gli autori che si iscrivono a Melascrivi ricevono la remunerazione dalla piattaforma, che "decurta" la paga di una percentuale, in cambio dei servizi di "intermediazione" offerti. Questi includono la possibilità di ricevere articoli, le istruzioni per lavorare e l'assistenza.
Il primo servizio non è sempre soddisfacente, in quanto capita spesso che il database con le offerte rimanga vuoto per molto tempo. I titoli più interessanti vengono "dati in pasto" a centinaia di utenti, e solo il più veloce riuscirà ad aggiudicarseli. È anche vero che possano comparire decine di offerte per recensioni e schede prodotto, che tuttavia non sono compensate proporzionalmente al tempo necessario per realizzarle e spesso si distinguono per linee guida lunghe e difficili da interpretare.
E qui passiamo al secondo punto: le istruzioni, come ribadito più volte in altri post, non sono sempre chiare, fatto che non consente agli autori di procedere in maniera sicura e rapida nella scrittura.
Per quel che riguarda l'assistenza, non la ritengo efficiente. Reputo che la scarsa qualità del customer care sia da attribuire al gran numero di utenti della piattaforma, che non si può permettere di investire in un servizio clienti consono alle reali esigenze degli autori.

La situazione è quindi la seguente: l'editore paga Melascrivi per ottenere contenuti, possibilmente di qualità. Melascrivi trattiene una quota e con il resto paga l'autore, offrendogli in cambio dei servizi. Questi però non sono così validi da giustificare la trattenuta. Di conseguenza sono gli autori che pagano Melascrivi (nel senso che consentono a questa di guadagnare) e che dovrebbero richiedere maggiore impegno e tutela da parte della piattaforma.
Alcune idee? Ad esempio, Melascrivi potrebbe dotarsi di una modalità di risarcimento per gli autori in caso di rifiuti ritenuti ingiusti. Potrebbe intervenire quando un correttore abusa della sua funzione per rifiutare in blocco un articolo (anche i correttori possono sbagliare). Potrebbe aumentare i compensi e modificare l'impatto delle "stop word" nel conteggio delle parole. Potrebbe inserire una funzione che consente all'autore di correggere il testo lavorando nelle ore diurne. Potrebbe dotarsi di una modalità di pagamento che non sia svantaggiosa per gli autori (vedi spese di commissione PayPal a carico dell'utente).

Conclusione: al momento attuale, noi autori riceviamo un servizio discutibile o inesistente, ed è per questo che sostengo che siamo noi a pagare Melascrivi attraverso la trattenuta di importi paragonabili più ad una tassa che ad un contributo per l'assistenza ricevuta.


giovedì 19 aprile 2018

Meglio con la Mela o senza?

Il medico di famiglia non avrebbe nessuna esitazione: meglio un mela al giorno! Ma la vostra Pera Cotta è un tantino più dubbiosa, non tanto sulle proprietà benefiche del frutto, quanto sui vantaggi che Melascrivi offre agli autori.
Dico questo in base alla mia esperienza personale come autrice di contenuti sul web, forniti direttamente ai committenti con i quali ho avuto il piacere di collaborare autonomamente e senza l'intermediazione di un Content Marketplace.
Lavorare in modo completamente autonomo richiede maggiori risorse, ma il rapporto che si va ad instaurare con il datore di lavoro è molto più piacevole e gratificante di quello offerto dalle piattaforme. Va detto che con questa opzione è l'autore che dovrà cercare i committenti, e non viceversa. Si dovranno quindi inviare CV e superare l'eventuale selezione, proprio come un lavoro vero. Per questa ragione, occorre dedicare tempo alla ricerca e sviluppare una strategia efficace. Se un autore è valido, l'editore spenderà di più rispetto alle tariffe che dovrà versare ad un Content Marketplace, ma almeno saprà con chi collabora, avrà maggiori garanzie circa la qualità del lavoro ricevuto (che ha il suo prezzo) e potrà impostare una relazione costruttiva con chi scrive.
La tabella qui di seguito riassume queste riflessioni. Si tratta di una valutazione frutto unicamente delle mie esperienze, e quindi non generalizzabile a tutto il contesto dell'editoria online. Ho deciso di inserirla per offrire agli autori (e agli editori) un ulteriore elemento utile per decidere o meno se collaborare con piattaforme come Melascrivi. A voi la scelta.



Con Melascrivi Senza Content Marketplace
Compensi* 2 / 3 euro all'ora 4 / 6 euro all'ora
Processo di correzione L'autore deve provvedere a correggere l'articolo secondo il feedback del correttore e dell'editore L'editore corregge l'articolo
Garanzia di accettazione articoli Dipende dall'insindacabile decisione dell'editore e dal giudizio del correttore 100%
Garanzia di pagamento Solo se l'articolo è accettato e solo una volta raggiunta la soglia di 25 euro. 100%
Qualità dell'assistenza Bassa o inesistente, nessuna tutela in caso di incomprensioni durante la fase di correzione Editore sempre a disposizione per fornire chiarimenti
Linee guida Imposte dall'editore Concordate con il committente
Quantità di articoli Dipende dall'offerta nella piattaforma e dalla velocità di prenotazione dell'autore L'autore riceve un tot di articoli regolarmente, secondo gli accordi con il committente
Rapporto di lavoro

Nessun contratto; perdita dei diritti di copyright sui testi, che vengono pubblicati senza firma Informale o regolato da un contratto con ritenuta d'acconto;  articoli sempre firmati
* I compensi sono espressi in base al rapporto tra la retribuzione settimanale e le ore di lavoro impiegate per la stesura degli articoli.

Linee guida: Provare per credere

“Provare per credere” era lo slogan che concludeva la pubblicità del mobilificio Aiazzone negli anni '80 (no cari millennials, voi non...